Celebrare la Messa

Per noi tutti deve essere una scoperta: celebrare la Messa non è un estraniarci dal mondo in cui viviamo, piuttosto è saper scorgere che c’è un nesso vitale e profondo tra ciò che facciamo nella Messa e ciò che accade nel quotidiano.
Anche la Messa va considerata nel contesto della celebrazione. Celebrare, pregare,
cantare appartengono all’ordine del ‘fare’, un fare che comunque esprime, manifesta quella fede che abbiamo ricevuto in dono nel Battesimo.
Molti sono gli eventi che nella vita esigono di essere ‘celebrati’…: celebriamo ciò che
è importante per noi personalmente, celebriamo ciò che è importante per una comunità intera. Sul piano umano che cosa implica una celebrazione? La celebrazione si manifesta attraverso azioni concrete, visibili: si compiono gesti che
esprimono condivisione, ‘congratulazione’, dei movimenti (la danza, il battere le mani…) dei canti (‘Tanti auguri a te…’)…
Nella celebrazione ci si mette insieme, si fa comunità, si agisce comunitariamente; e questo mettersi insieme rinsalda il senso di appartenenza al gruppo, alla famiglia, alla società.
Celebrare è dire a tutti che l’avvenimento è importante per me e per gli altri, è stabilire un profondo legame e fare solidarietà.
Quando celebriamo disponiamo ogni cosa in funzione dell’avvenimento che deve risultare ‘fuori dell’ordinario’ (luogo, addobbi, vestito ‘da cerimonia’, ecc.).
Ci disponiamo a fare qualcosa che non deve finire in fretta e che si compie all’insegna della gratuità. Vogliamo celebrare un valore che ci costruisce come uomini, che affonda le sue radici nella storia. L’esito della celebrazione è ‘voltare pagina’; se celebriamo con verità, la nostra vita cambia di qualità e ritorniamo alla vita quotidiana con rinnovato slancio, con rinnovato entusiasmo.
Allora riscopriamo il significato della celebrazione: essa è il cuore della festa che, tramite diversi elementi (gesti, canti, felicitazioni, auguri…), vuole evidenziare speciali momenti di vita dell’uomo e della comunità.
Cerchiamo di pensare a quegli avvenimenti che hanno cambiato la nostra vita: vogliamo decifrarli, comprenderne il significato. Sono proprio questi momenti che ci portano a voler ‘celebrare’ (la nascita di un figlio, il ritorno di una persona cara…): avvertiamo il bisogno di ‘stare insieme’, di festeggiare l’avvenimento.
La celebrazione diventa davvero un punto di arrivo ma anche un punto di partenza: essa apre a nuove possibilità, a nuovi orizzonti sia sul piano psicologico sia su quello spirituale e sociale.
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