Ciononostante i tempi della preghiera oraria non perdono né d'importanza né di significatività; ce lo ricorda, in particolare, il n. 12 che stabilisce un'interessante connessione tra la celebrazione eucaristica e la Liturgia delle Ore: "La Liturgia delle Ore estende alle diverse ore del giorno le prerogative del mistero eucaristico 'centro e culmine di tutta la vita della comunità cristiana', la lode e il rendimento di grazie, la memoria dei misteri della salvezza, le suppliche e la pregustazione della Gloria celeste. La celebrazione dell'Eucaristia viene anche preparata ottimamente mediante la Liturgia delle Ore, in quanto per suo mezzo vengono suscitate e accresciute le disposizioni necessarie alla fruttuosa celebrazione dell'Eucaristia, quali sono la fede, la speranza, la carità, la devozione e il desiderio di abnegazione di sé".

In diversi luoghi affiora infine la convinzione che nella concreta strutturazione che la Liturgia delle Ore s'è data lungo la storia e, soprattutto, nel nuovo ordinamento di oggi, emergono delle importanti sottolineature circa le caratteristiche della preghiera cristiana; l'indicazione va raccolta con attenzione perché ad essa soggiace la convinzione - importante anche sotto il profilo pastorale - che con questo strumento celebrativo della Liturgia delle Ore la Chiesa è consapevole di consegnare un aiuto alle comunità cristiane perché vivano in tutta la sua ricchezza l'esperienza del pregare "cristiano".

Dal testo che commentiamo si possono raccogliere diverse suggestioni in merito: è sottolineata, ad esempio, l'importanza della struttura dialogica con cui le parti dell'Ufficio sono costantemente costruite ("Nella Liturgia delle Ore... si esercita il culto divino in modo da realizzare in essa quasi quello scambio o dialogo fra Dio e gli uomini nel quale Dio parla al suo popolo e il popolo a sua volta risponde a Dio con il canto e con la preghiera": n. 14; al n. 34 programmaticamente si afferma: "Sia nella celebrazione in comune sia nella recita individuale rimane la struttura essenziale di questa liturgia: colloquio tra Dio e l'uomo");

la massiccia presenza di testi scritturistici rende l'intera preghiera un continuo aumento della fede e una fonte d'ispirazione per tutti gli altri elementi non propriamente biblici che la compongono (cfr. n. 14); in questo modo l'intero svolgersi della lode si mantiene nel clima della 'storia della salvezza': nel suo concreto articolarsi essa dà voce continuamente al "sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome" cui la Chiesa è continuamente chiamata in forza della sua stessa natura di popolo di credenti salvato da Cristo (cfr. n. 15) ed alimenta l'attesa della luce perenne verso la quale quotidianamente cammina (cfr. n. 16); infine la supplica e l'intercessione fraterna sono i segni che esprimono la fiducia e la speranza che il regno venga e si realizzi in tutti gli uomini (cfr. n. 17).

È alla luce di tutto ciò che può divenire realtà quanto è formato come auspicio con le parole della massima tradizionale: "è necessario che la mente si trovi in accordo con la voce" ed espresso sinteticamente alla fine del n. 19. 'Cercando Cristo, e penetrando sempre più intimamente con l'orazione nel suo mistero, lodino Dio e innalzino suppliche con quel medesimo animo con il quale pregava lo stesso divino Redentore'.