Quando noi cristiani, accogliendo l'invito del Signore, ci incontriamo per celebrare i misteri di Dio, dando vita alla riunione che noi chiamiamo assemblea liturgica, in qualche modo, almeno sul piano umano, ripetiamo ciò che accade quando degli amici si incontrano: ci sono parole di saluto, vengono compiuti dei gesti che dichiarano la gioia di trovarsi insieme, desiderano stare insieme, anzi, quando si tratta di eventi di un certo rilievo, ciascuno si adopera per preparare tutto il necessario perché l'incontro sia una festa.
Anche alla Messa domenicale ogni cristiano si prepara esteriormente e interiormente, ed ogni cosa viene disposta in proporzione all'importanza della celebrazione: ci si veste in modo adatto, si preparano le cose da dire e da fare, si dispone l'ambiente… tutto viene fatto perché ci teniamo all'incontro, e la preparazione della festa è già un assaporarne in anticipo la gioia.

L'invito
Come succede per ogni riunione o festa, per cui le persone vengono convocate, l'invito comunica che si è attesi, che la nostra presenza è gradita, così il Signore ci invita a Messa tramite il suono delle campane, oppure tramite l'affissione di manifesti e di locandine con l'indicazione dell'orario.
E il cristiano si muove, si dirige verso il luogo dell'incontro: esce dal privato, va verso l'altro, entra in un contesto di comunità.
Il gesto di incontrarci viene simboleggiato, nella Messa, nel rito della processione iniziale del sacerdote con alcuni ministri.
I riti di inizio della Messa
La processione di ingresso dichiara che:
- siamo un popolo pellegrinante, che intende compiere l'esodo-pasqua
- siamo un popolo proteso verso il futuro
- siamo la Chiesa-sposa che va incontro al suo Signore per le nozze eterne.
I cristiani che si radunano nell'attesa della venuta del Signore cantano manifestando la loro gioia del cuore.
Già nei riti iniziali possiamo individuare alcuni momenti di canto: il canto di ingresso, il canto penitenziale, il canto del Gloria.
Al momento dell'incontro non mancano il saluto e l'accoglienza reciproca. A nome di tutti il sacerdote ricorda il motivo della riunione: ci riuniamo per incontrarci con Cristo.
Dopo il gesto tipico del bacio dell'altare (simbolo di Cristo, altare vivo del vero sacrificio), fatto il segno della croce, il sacerdote saluta i componenti dell'assemblea che, manifestando l'intenzione di approfondire l'amicizia con Dio e con gli amici, in primo luogo confessano le proprie colpe per potersi riconciliare con il prossimo e con Dio: l'assemblea, avvertendo la povertà del suo amore e l'infedeltà nei confronti dell'amore di Dio, sente il dovere di chiedere scusa.
Le pagine introduttive del Messale spiegano che i riti iniziali della Messa intendono portare i fedeli alla scoperta di essere Chiesa e soprattutto a scoprire che "Cristo è sempre presente nella sua Chiesa, in modo speciale nelle azioni liturgiche".
Tramite questi riti introduttivi i fedeli si dispongono ad ascoltare ed accogliere la Parola che il Signore intende comunicare e a celebrare l'Eucaristia.