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Saper parlare
Ai riti iniziali della Messa fa seguito la liturgia della
Parola: Dio vuole comunicare con gli uomini. La sua parola
giunge ai nostri orecchi, scende nel nostro cuore e da esso
sgorga la risposta che sale a Dio sotto forma di preghiera
e di azione.
Nella Messa si attiva quel circuito di comunicazione, proprio
della comunicazione umana: il messaggio viene formulato
in parole che vengono espresse dalla bocca e raggiungono
il destinatario. Questi le sente con l'orecchio, le accoglie
e le fa scendere nel cuore, le ascolta e le medita, disponendosi
a rispondere.
Anche Dio, volendo comunicare con l'uomo, segue normalmente
le leggi della comunicazione umana.
Per parlare occorre:
- rendersi presenti a coloro con cui vogliamo comunicare
- avere qualcosa da dire e volerlo dire
- avere qualcuno cui indirizzarsi
- stabilire delle relazioni.
Ciò premesso, possiamo dire che il nostro Dio è
un Dio che sa parlare con noi; infatti:
- si rende presente, soprattutto in Gesù, Parola
fattasi uomo
- vuole comunicare con noi e ci trasmette un messaggio importante
- è capace di parlare usando tutti i mezzi espressivi
- ha come destinatari ciascuno di noi
- entra in relazione con noi
Saper ascoltare
Ascoltare non è un atteggiamento passivo, ma eminentemente
attivo perché richiede un'attenta presenza di sé
a se stesso e un coinvolgimento di molte energie nell'azione
che si sta compiendo.
Saper ascoltare comporta:
- saper aprirsi, essere disponibili a ricevere la parola;
accogliere colui che parla con la sua interiorità
- fare attenzione: operare cioè una scelta, voler
stabilire un contatto, fare spazio all'altro dentro di sé
- saper comprendere il messaggio, interpretarlo; ascoltare
è un momento di risonanza che dispone alla risposta.
Il cristiano è chiamato a essere un uomo in ascolto
di Dio (a essere come Maria di Betania, che sceglie di stare
ai piedi di Gesù per ascoltarlo).
Ma per ascoltare, l'uomo ha bisogno di sentire Dio che gli
parla. Non basta udire, bisogna anche fare attenzione alla
parola, accoglierla con gioia, farla abitare (dimorare)
in noi.
Saper rispondere
Il terzo momento del circuito di comunicazione si può
riassumere così saper rispondere.
Questo atteggiamento comporta che:
- si sia capito e interiorizzato il messaggio ricevuto.
- si voglia rispondere e si abbia la capacità di
farlo (si può rispondere con il silenzio oppure con
le parole, con i gesti, con le azioni di tutta la persona).
Si sa rispondere a Dio quando, accolto e meditato il messaggio
illuminato dallo Spirito Santo, si dispone il cuore a rispondergli
(senza questa volontà di risposta, l'iniziativa di
Dio viene vanificata).
Noi manifestiamo di voler rispondere a Dio:
- pregando e cantando
- mettendoci all'opera: "Non chi dice Signore Signore...
ma chi fa la volontà del Padre mio" (Mt 7,21).
- assumendo un determinato atteggiamento corporeo e compiendo
dei
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