I - Esempi del primo caso
1. La conservazione del "salmo diretto" di Lodi,
offrendoci il modo più semplice e probabilmente più
antico di recitazione, ci richiama obiettivamente (e non
solo nell'astrattezza di una rubrica) il principio della
possibile varietà nell'uso della preghiera salmica.
2. L'omissione tradizionale del Magnificat ai venerdì
di Quaresima e del Magnificat e del Benedictus nella Settimana
Santa ci si offre come uno dei mezzi (naturalmente relativi
e particolari di una determinata liturgia, ma indubbiamente
legittimi e anche psicologicamente incidenti) di sottolineare
il carattere speciale di alcuni tempi.
3. Il Cantico di Zaccaria (pronunciato all'aurora del giorno
di redenzione) posto all'inizio delle Lodi mattutine ci
dà la gioia di cominciare la preghiera del giorno
con un testo privilegiato dal carisma dell'ispirazione.
II - Esempi del secondo caso
1. La struttura salmodica tipicamente ambrosiana dei Vespri
delle solennità e delle feste (che comporta sempre,
oltre il salmo proprio la recita del salmo 133 e del salmo
116 "sub unica antiphona et unica conclusione")
è un esempio perspicuo di un elemento antico che
possiede un fascino innegabile anche per l'uomo di oggi.
Come non avvertire quanto sia suggestivo che la comunità
ecclesiale nella sua preghiera della sera faccia appello
(e quasi passi la fiaccola della lode di Dio) a quanti veglieranno
durante la notte (salmo 133)? I cuori semplici, avvezzi
alla lettura "cristiana" dei salmi, sentendo parlare
di coloro che, stando nella "casa del Signore",
alzano "le mani verso il tempio" "durante
le notti", pensano spontaneamente a quanti, vivendo
nella casa del Signore che è la santa Chiesa cattolica
sanno impreziosire la loro veglia volontaria o la loro insonnia
involontaria con la lode, l'implorazione, la domanda al
Padre che è nei cieli.
E come non percepire la bellezza dell'invito "ecumenico"
a tutti i popoli della terra perché si associno alla
nostra lode vespertina (salmo 116)?
Questa originale struttura della salmodia è un gioiello
che i nostri padri ci hanno tramandato e ogni animo autenticamente
ambrosiano vuole custodirlo gelosamente e gioiosamente.
2. Il "rito della luce" in apertura del Vespro
consente di richiamare in modo chiaro e vibrante, sulla
soglia della notte, il pensiero di Cristo, vera e indefettibile
luce del mondo e il nostro impegno a tenere accesa la lampada
della fede e della vigilanza nell'attesa della venuta del
Signore.
3. L'abbondanza delle orazioni presidenziali, propria del
nostro rito, sottolinea molto opportunamente per i nostri
tempi la funzione preminente nella Chiesa orante del sacerdozio
ministeriale e suscita ripetutamente, risolvendola in preghiera,
la meditazione sul mistero che si celebra.
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